lunedì 16 gennaio 2012

Oltre i confini di ciò che appare scontato al SALOTTO ANTICHITA' SCIPPA



arteecultura








                                                                    
Siamo partiti, ormai quasi un anno fa, con una conversazione sulla 
"idea poetica come sottrazione di peso alle cose"
 conversando sul mio libro 


L'ANTIQUARIO 
E IL PROFESSORE, 

L'idea, dell'incontro tra la parola scritta e il mondo dell'antiquariato espressa nel libro, l'ho voluta trasporre spazialmente alla mia galleria nello spazio ANTICHITA' SCIPPA dedito al commercio di oggetti d'arte e di antiquariato, presente a Napoli da oltre 50 anni. 
Ho voluto fare pubblicità in modo diverso, qualcuno l'ha capito, qualcun'altro no, che l'interesse di far incontrare il mondo del libro e dell'arte con il  mondo del commercio è un modo, schietto e spontaneo, che offre  visibilità sia a noi di Antichità Scippa che a tutti gli autori, gli artisti e gli intellettuali  che hanno da subito condiviso gratuitamente e con entusiasmo più del nostro questa opportunità che offrivamo.
Tanti amici continuano a seguirci fin dal primo giorno, tanti altri nuovi amici si sono aggiunti e stanno condividendo, liberamente e gratuitamente.  le nostre passioni con loro passioni. Abbiamo trattato argomenti sempre più vari e diversi tra loro ma con un unico fine: la libera condivisione delle idee , la promozione e la visibilità di artisti e autori e quella, naturalmente, della nostra Galleria.





 Il primo argomento trattato è stato quello dello scrittore  che fa un immersione nel suo personale "oceano memoria" presentando il libro di Brunella Brizio: Bucaneve










ci siamo lasciati incantare dalla "meraviglia" durante la magica serata proposta da Nunzia Meskalila Coppola leggendo il suo libro "M. come Meraviglia"; 











ho avuto l'onore di ospitare personaggi del mondo del cinema e della televisione che hanno portato il loro contributo alla comprensione della trasformazione dell'immagine in movimento con l'avvento delle nuove tecnologie, dalla fotografia, al cine, alla televisione fino al digitale, conversando sul libro del regista Claudio Sestieri 
"Le Seduzioni del destino".



Poi c'è stata una leggera svolta.
E' entrata prepotentemente, invadendo il nostro spazio, l'immagine della nostra città: Napoli.

Siamo partiti dalle origini, dal mito, dai luoghi dove è avvenuta la prima colonizzazione da parte della cultura Greca, dai Campi Flegrei, e lo abbiamo fatto con la lettura del 
"Giallo Tufo" di Francesco Escalona, 












per poi addentrarci nel cuore del centro antico della Napoli Barocca, con le "Pietre di Fuoco" di Giacomo Ricci.




Nel frattempo a Napoli, come in Italia, stavano accadendo tanti cambiamenti di carattere politico e sociale, primo tra tutti il risveglio, nel mese di Febbraio, del movimento femminile che trasversalmente è stato capace di portare nelle piazze di tutta l'Italia non solo donne ma anche uomini e giovani e anziani.
Dal risveglio movimento femminile al risveglio della società civile c'è voluto poco. Il successo e la grande partecipazione popolare ai referendum, l'esigenza del nuovo espressa nelle amministrative delle grandi città, come Milano, Cagliari e Napoli.

In quel periodo abbiamo ospitato al salotto le principali associazioni femminili promotrici di questo fermento sociale-culturale-politico conversando intorno al libro "raccontami una storia" curato da Rosaanna Pironti.

Poi la pausa estiva.

Abbiamo Ripreso le attività al salotto in autunno, facendo entrare nei nostri spazi oltre alla parola scritta anche l'immagine, abbiamo iniziato con la fotografia, esplorando i confini del sensibile con le fotografie di Antonio Coppola, che ci ha presentato "N'atu Munn" 

e il silenzio necessario a chi vuole descrivere come le immagini qualcosa che va oltre i confini di ciò che ci appare scontato con le fotografie di Francesco Saverio Fienga 
"Passeggiando Con L'anima". 

Si è delineata in questi ultimi mesi la mia esigenza personale di definire un concetto che da anni porto dentro, quello del confine, di quel non luogo dove tutto può accadere e dove gli incontri diventano determinanti e a volte fondamentali per scegliere un percorso. 






Insieme a Gian Luca Paolisso con il suo libro "Saffo" abbiamo cercato di capire i confini dell'eros,




 con Aldo Di Mauro e la sua "Terapia D'amore" i confini del linguaggio nel discorso amoroso 


con Amedeo Messina e la sua 
" La strana Cura del dottor Capasso",
definire i limiti e le possibilità che il linguaggio possiede nella cultura intesa in senso unitario. 



In questa occasione, insieme ai libri, alla fotografia, abbiamo ospitato le sculture in terracotta di Emma Chiavarone, e quelle in ceramica dello scultore 
Massimo Santamaria.
 















In queste nostro percorso sono stati tanti gli artisti, gli intellettuali, musicisti, attori, giornalisti, che hanno frequentato sempre a titolo gratuito con le loro conoscenze e i loro contributi, arricchendo e arricchendosi di cultura, credendo come noi che la cultura è l'unica cosa che può liberarci dal magma dell'arroganza della prevaricazione e della superficialità che sta inondando sempre di più il nostro territorio, convinti sempre di più che:
"L'ARTE E' LO STRUMENTO CHE CI PERMETTE DI ANDARE OLTRE. OLTRE I CONFINI DEL SENSIBILE"



NAPOLI VISTA E 
VISSUTA DAI SUOI CONFINI


Sarà il tema che ci accompagnerà per tutto il nuovo anno
Il tema del  Confine e in particolare del confine nel territorio napoletano.
 Fotografi, artisti, musicisti, poeti, scrittori ci accompagneranno in questo viaggio sulla fascia di "confine" quel non luogo dove tutto può accadere.

Inizieremo dalla metà del mese di Gennaio  con due libri dedicati all'idea del "Ritorno".

Il primo libro è di Attilio Belli "Fuoco sui Quartieri Spagnoli". La storia di Un giovane esponente della sinistra extraparlamentare, vicina ai gruppi eversivi della Napoli degli anni settanta che ha del fuoco una visione filosofica per non cadere nella trappola del terrorismo va via dalla città, va a Parigi e ritorna nella sua città dopo trent'anni, trovandola cambiata e per certi aspetti immutata. Nel suo ritorno in città inaspettatamente diventa un ritorno in una zona grigia, in una fascia marginale dello strato sociale di Napoli dove subito si sparge la voce della sua competenza del fuoco e degli incendi ed cercato da tutti quei personaggi che popolano proprio quella zona grigia che gli chiedono una sua prestazione: dal terrorista arabo, allo speculatore edile, ai gruppi estremisti di alcuni centri sociali della periferia, al boss del quartiere.


Il secondo libro è di Vincenza Alfano "Fiction", il ritorno in città di un giornalista precario che si ritrova ad insegnare in una scuola di periferia e al centro di tutte le contraddizioni tipiche del rapporto città-periferia.






Nello stesso periodo inizierà una rassegna fotografica con 12 fotografi (Angelo Casteltrione, Francesca Sciarra, Massimo Buonaiuto, Giusi Iescone, Roberto Russo Luca Canzanella, Malia Brando, Francesco Saverio Fienga, Simonetta Volpe3, Grazia Rossi, Antonio Coppola, Antonio Manno, Alberto Mazzarino) e racconteremo per frammenti, attraverso una collettiva con una singola fotografia per fotografo e poi una personale per ogni autore, un frammento della complessa immagine di Napoli, sarà un viaggio in un immaginario caleidoscopio che moltiplicherà fino all'infinito un frammento e la fotografia sarà lo strumento, insieme alla poesia e alla musica che quest'anno ci farà andare oltre i confini.

domenica 8 gennaio 2012

sabato 14 Gennaio ore18.30 FUOCO AI QUARTIERI SPAGNOLI. di Attilio Belli



SABATO 14 GENNAIO ALLE ORE 18.30 RIPRENDONO ALLA GRANDE DOPO LE VACANZE NATALIZIE LE ATTIVITA' AL SALOTTO ANTICHITA' SCIPPA arteecultura.
Riprendiamo col fuoco, con la passione, con Napoli. Il salotto per tutto l'anno sarà un osservatorio sulla città di Napoli.
Il tema che ci accompagnerà per tutto l'anno sarà: 
NAPOLI VISTA E VISSUTA DAL SUO CONFINE. 
Fotografi, artisti, musicisti, poeti, scrittori ci accompagneranno in questo viaggio sulla fascia di "confine" quel non luogo dove tutto può accadere. Partiremo il 14 Gennaio alle ore 18.30 dal Fuoco e dai quartieri spagnoli. 
Partiremo dal simbolo e dal luogo comune. 
Partiremo dalla cruda realtà sociale per incontrare l'elemento più antico e caratterizzante il nostro territorio: Napoli città costruita sul fuoco con le pietre di fuoco del suo Vesuvio e il fuoco della passione dei suoi abitanti.

sabato 14 gennaio alle ore 18.30 presso ANTICHITA' SCIPPA




Sabato 14 Gennaio ore 18.30

ANTICHITA' SCIPPA arteecultura

presenta


FUOCO AI QUARTIERI SPAGNOLI di Attilio Belli

tullio pironti editore



Intervengono:

Il prof. Arch. Attilio Belli

prof.Arch Giacomo Ricci

la cantante Ilva Primavera


alla chitarra il Maestro Franco Manuele

Presenta Mario Scippa

ingresso libero e buffet (a cura di Stefania Ferrandino)















Sarà una serata particolare.


Inizieremo con questo libro la nostra nuova avventura del 2012 al salotto 



Antichità Scippa e subito dopo con il libro di Enza Alfano Fiction affrontando il 


tema del "ritorno" a Napoli.

Sia nel Libro di Belli che nel libro di Alfano, i due protagonisti, completamente 



diversi per storia e cultura, ritornano a Napoli in una zona grigia, in una zona di 


CONFINE dove tutto può accadere.

Introdurremo con questi due primi libri il tema portante che ci accompagnerà 



tutto il 2012 con altri scrittori, poeti, fotografi, artisti , musicisti e attori :

Napoli vista e vissuta da una zona di Confine.



Gli anni di piombo nei Quartieri spagnoli 
di Gianni Cerami  
Il Mattino – 22 giugno 2010  - Napoli 


 FUOCO AI QUARTIERI SPAGNOLI di Attilio Belli
E’ la storia di un ex terrorista che dopo un lungo periodo di esilio in Francia torna nella 
sua città, Napoli. Una Napoli che scopre di gran lunga peggiore di come l’aveva lasciata: più 
corrotta, più pigra, arrogante, violenta e soprattutto irrimediabilmente catatonica, incapace di 
parlare a sé e agli altri. 
E il nostro personaggio comincia a progettare l’incendio della città, quale unica terapia per 
eliminare patologie non curabili altrimenti: la rinascita di Napoli deve passare attraverso la sua 
totale distruzione, una distruzione che deve realizzarsi attraverso il fuoco. Una soluzione radicale 
peraltro già sperimentata, e con esiti certamente non brillanti in altri tempi ed in altri spazi: da 
Nerone a Roma agli americani in Vietnam. E’ il mito della tabula rasa: se si vuole far trionfare il 
bene e sconfiggere il male, l’unica soluzione è quella di ritornare  alla condizione originaria. Un 
mito che esprime una cultura, un modo di intendere il mondo  che, anche se teorizza di voler 
teorizzare la liberazione dell’uomo e il trionfo della vita, si  rivela profondamente ostile all’uomo 
e alla vita stessa. 
Le pagine più intense del libro sono proprio quelle in cui Belli descrive gli incendi che, in tempi 
diversi e da incendiari diversi, vengono appiccati nella città. La descrizione di tali catastrofi 
viene, infatti, sviluppata con una forza espressiva che evoca con immediatezza (e questo è il 
merito di Belli) la ricca iconografia che riguarda le eruzioni del Vesuvio, che viene rappresentato 
e raccontato come una divinità degli inferi, un ciclope che manifesta tutta la sua rabbia repressa e 
la sua furia distruttrice in una esplosione di fuoco, lava e lapilli. E invece l’elemento che in tali 
gouaches mi ha sempre affascinato è costituito dalla presenza delle figure in primo piano: nobili 
cavalieri, dame gentili, scugnizzi festosi, danzatori di tarantella, vecchi fratoni con beghine al 
seguito, venditori di taralli, pescatori. Spettatori che guardano rapiti un fenomeno sconvolgente, 
che li sovrasta. Sono quelli per i quali e in nome dei quali molti si sono ritenuti in diritto di 
comportarsi come arcangeli sterminatori: arcangeli che tendono a dissolversi nel loro stesso 
fuoco. 
In definitiva, il libro è la storia di una generazione, una parte della quale ha ritenuto prioritari i 
propri sogni negando, nei fatti, il diritto di sognare degli altri, a coloro che, come ha raccontato 
uno dei pochi liberi pensatori del nostro tempo, Edmondo Berselli, intendevano solo vivere una 
vita più moderna e felice. 



Vi Aspetto


M.S.



lunedì 2 gennaio 2012

ANTEPRIMA DELLE OPERE DELL'ARTISTA MASSIMO SANTAMARIA AL SALOTTO SCIPPA ALLA SERATA DEL BRINDISI DI FINE ANNO






ANTICHITA' SCIPPAarteecultura

ha presentato in anteprima durante la serata del brindisi di fine anno  alcune opere dell'artista 

MASSIMO SANTAMARIA


un lavoro lo considero finito solo quando sento che ha un'anima finchè non sento questo seme di vita non mollo... è chiaro che è la mia anima che da una particella si moltiplica si reinventa in altra forma.. massimo santamaria

La Forma è nella materia o nell'anima dello scultore?
Frammento di un dialogo
tra Massimo Santamaria e Mario Scippa


Scippa Mario
A proposito di anima e arte.
Parlando di poesia io ho sempre sostenuto che "la poesia è anima fatta verbo" Che è un po' ciò che sostieni anche tu.
La differenza sostanziale è che io ho sempre creduto che sia la poesia, che altre forme d'arte, sono sempre esistite, anche prima di essere realizzate.
Ma è la nostra antica controversia, caro Massimo, il mio riferimento è Michelangelo
togliere il soverchio per tirare fuori quello che già è dentro
il tuo riferimento è Leonardo il mondo è una continua invenzione dell'uomo

Massimo Santamaria
potremmo inciampare in una delle nostre chiacchierate senza inizio ne fine.......ehehehe

Scippa Mario ‎.... ciò che non ha ne inizio e non ha fine è eterno!
Un po' come la vita di ognuno di noi.
Pensaci bene, la vita è ETERNA. Mi spiego: -se non ti avessero detto quando sei nato tu sapresti in quale giorno e in quale ora saresti iniziato?.NO! -sai quando sarà il giorno e l'ora della fine della tua esistenza? NO!
Allora il tempo della tua vita, il tempo tuo personale, non ha un vero inizio e una vera fine (sono date che altri danno per te) quindi il tuo tempo siccome non inizia e non finisce, è eterno
MASSIMOOOOO SIAMO ETERNIIIII E NON LO SAPPIAMOOOOO!!!!!!

Massimo Santamaria
che bello Mario....per questo sono sempre il ragazzino di sempre...

Scippa Mario O SEI NATO VECCHIO!!!!

Massimo Santamaria no no......ragazzino.....eh.....no eh....

Scippa Mario ‎
SCEMO è uguale!
vedi la visione michelangiolesca e quella leonardesca del tempo come è diversa?
Nell'eternità il tempo non si misura, non si può misurare, non esiste alcuno strumento capace di misurare il tempo nell'eternità e non ha alcun senso distinguere una esistenza nelle categorie fanciullo, giovane, adulto anziano vecchio: esisti, e sei sempre esistito e per sempre esiterai. Leonardo invece voleva misurare tutto e vedi che fine che ha fatto? a 40 anni teneva na barba bianchissima come un vecchio di 80 anni. Invece Michelangelo, anche da vecchio, anche se ornai cieco, aveva la forza e l'entusiasmo di un ra gazzino e da ragazzino aveva dentro di se la poesia della vita di un centenario

Massimo Santamaria
beh....uguale per uguale diciamo ragazzino no?..Che te costa?? Eh....me fai cuntent....

Scippa Mario No! perchè se ti dico che sei ragazzino diventa implicito che sari vecchio. Invece no, TU ESISTI a prescindere dalle categorie che si è inventato l'uomo leonardiano per misurare una esistenza!

Massimo Santamaria va beh... e dillo che non mi vuoi fa contento.....che te costava.....

BUON ANNO A TUTTI
M.S.

giovedì 29 dicembre 2011

UN BRINDISI INSIEME PER IL NUOVO ANNO

Il Salotto ANTICHITA' SCIPPAarteecultura
è lieto di invitarLa ad un brindisi di auguri per il 2012
VENERDI 30 DICEMBRE ORE 18.30
A Napoli in via Vannella Gaetani 21 (piazza Vittoria)


Sono personalmente felice di condividere con voi il successo del salotto che, silenziosamente dal mese di Aprile scorso, si è imposto nel panorama culturale Napoletano e di brindare con voi l'arrivo del nuovo anno.
Sono felice che l'idea di far entrare la cultura in un ambiente dedicato al commercio di arte antica abbia riscontrato in voi tanto interesse e curiosità.
Siamo partiti, ormai quasi un anno fa,  con una conversazione sulla "idea poetica come sottrazione di peso alle cose" conversando sul mio libro L'ANTIQUARIO E IL PROFESSORE, per poi discutere della idea dello scrittore che fa un immersione nel suo personale "oceano memoria" conversando sul libro di Brunella Brizio Bucaneve; e ci siamo lasciati incantare dalla "meraviglia" durante la magica serata proposta da Nunzia Meskalila Coppola leggendo il suo libro "M. come Meraviglia"; ho avuto l'onore di ospitare personaggi del mondo del cinema e della televisione che hanno portato il loro contributo alla comprensione della trasformazione dell'immagine in movimento con l'avvento delle nuove tecnologie, dalla fotografia, al cine, alla televisione fino al digitale, conversando sul libro del regista Claudio Sestieri "Le Seduzioni del destino".
Poi c'è stata una leggera svolta.
E' entrata prepotentemente, invadendo il nostro spazio, l'immagine della nostra città: Napoli.
Siamo partiti dalle origini, dal mito, dai luoghi dove è avvenuta la prima colonizzazione da parte della cultura Greca, dai Campi Flegrei, e lo abbiamo fatto con la lettura del "Giallo Tufo" di Francesco Escalona, per poi addentrarci nel cuore del centro antico della Napoli Barocca, con le "Pietre di Fuoco" di Giacomo Ricci.
Nel frattempo a Napoli, come in Italia, stavano accadendo tanti cambiamenti di carattere politico e sociale, primo tra tutti il risveglio, nel mese di Febbraio, del movimento femminile che trasversalmente è stato capace di portare nelle piazze di tutta l'Italia non solo donne ma anche uomini e giovani e anziani. 
La società civile che vuole riprendersi il senso della parola  "politica" e le donne sono state capace, con la loro creatività, determinazione e trasversalità,  di esprimere e rappresentare questa esigenza. 
Abbiamo ospitato al salotto le principali associazioni femminili promotrici di questo fermento sociole-culturale-politico conversando intorno al libro "raccontami una storia" curato da Rosaanna Pironti.
Abbiamo Ripreso le attività al salotto in autunno, facendo entrare nei nostri spazi oltre alla parola scritta anche l'immagine, abbiamo iniziato con la fotografia, esplorando i confini del sensibile con le fotografie di Antonio Coppola, che ci ha presentato "N'atu Munn" e il silenzio necessario a chi vuole descrivere cone le immagini qualcosa che va oltre i confini di ciò che ci appare scontato con le fotografie di Francesco Saverio Fienga "Passeggiando Con L'anima". Si è delineata in questi ultimi mesi la mia esigenza personale di definire un concetto che da anni porto dentro, quello del confine, di quel non luogo dove tutto può accadere e dove gli incontri diventano determinanti e a volte fondamentali per scegliere un percorso. Insieme a Gian Luca Paolisso con il suo libro "Saffo" abbiamo cercato di capire i confini dell'eros, e con Aldo Di Mauro e la sua "Terapia D'amore" i confini del linguaggio nel discorso amoroso per poi, con Amedeo Messina e la sua " La strana Cura del dottor Capasso", definire i limiti e le possibilità che il linguaggio possiede nella cultura intesa in senso unitario.
Antichità Scippa, senza alcun scopo di lucro, solo con l'enorme passione per la cultura,  in questi mesi  ha immesso in questo soffocato territorio napoletano una piccola, infinitesima, valvola d'ossigeno.
In queste nostro percorso sono stati tanti gli artisti, gli intellettuali, musicisti, attori, giornalisti, che hanno frequentato sempre a titolo gratuito con le loro conoscenze e i loro contributi, arricchendo e arricchendosi di cultura, credendo come noi che la cultura è l'unica cosa che può liberarci dal magma dell'arroganza della prevaricazione e della superficialità che sta inondando sempre di più il nostro territorio.


A volte le casualità della vita mi sorprendono veramente.
Durante una presentazione di una mostra, in una galleria di Napoli per l'esattezza da Fiorillo Arte, il professore Aldo Masullo pronuncia questa frase, che si è impressa nella mia memoria:


"L'ARTE E' LO STRUMENTO CHE CI PERMETTE DI ANDARE OLTRE. OLTRE I CONFINI DEL SENSIBILE"


Oltre i confini del sensibile
Sarà il tema che ci accompagnerà per tutto il nuovo anno
Il tema del  Confine e in particolare del confine nel territorio napoletano.
Inizieremo dalla fine del mese di Gennaio  con due libri dedicati all'idea del "Ritorno".
Il primo è di Attilio Belli "Fuoco sui Quartieri Spagnoli". La storia di Un giovane esponente della sinistra extraparlamentare, vicina ai gruppi eversivi della Napoli degli anni settanta che ha del fuoco una visione filosofica per non cadere nella trappola del terrorismo va via dalla città, va a Parigi e ritorna nella sua città dopo trent'anni, trovandola cambiata e per certi aspetti immutata. Nel suo ritorno in città inaspettatamente diventa un ritorno in una zona grigia, in una fascia marginale dello strato sociale di Napoli dove subito si sparge la voce della sua competenza del fuoco e degli incendi ed cercato da tutti quei personaggi che popolano proprio quella zona grigia che gli chiedono una sua prestazione: dal terrorista arabo, allo speculatore edile, ai gruppi estremisti di alcuni centri sociali della periferia, al boss del quartiere.
Il secondo libro è di Vincenza Alfano "Fiction", il ritorno in città di un giornalista precario che si ritrova ad insegnare in una scuola di periferia e al centro di tutte le contraddizioni tipiche del rapporto città-periferia.
Nello stesso periodo partiremo con una rassegna fotografica con 12 fotografi e racconteremo per frammenti, attraverso una collettiva con una singola fotografia per fotografo e poi una personale per ogni autore, un frammento della complessa immagine di Napoli, sarà un viaggio in un immaginario caleidoscopio che moltiplicherà fino all'infinito un frammento e la fotografia sarà lo strumento, insieme alla poesia e alla musica che quest'anno ci farà andare oltre i confini di ciò che appare scontato, 
SPERANDO VIVAMENTE CHE IL 2012 SIA UN ANNO MIGLIORE DI QUELLO CHE E' APPENA TRASCORSO.
Tanti auguri a tutti
M.S.